Come vincere le elezioni sarebbe stato un titolo troppo tonitruante e pretenzioso,  e in tempo di raccolta voti è necessario essere provocatori, perchè sono sopratutto i candidati più piccoli a dover pensare attentamente ad una buona campagna di social media marketing per raggiungere risultati vincenti, senza affidarsi al solito amico di famiglia.

elezioni2Non ci sono solamente i budget di alto livello della politica nazionale; le esigenze di un candidato locale possono essere stringenti e concrete, proprio a fronte di una disponibilità economica ridotta, difficilmente impiegabile in modo proficuo per una campagna di advertising convenzionale.  L’architettura dei social media potrebbe essere lo strumento più adatto, se sopratutto la consideriamo come una “piattaforma” indispensabile per raggiungere un pubblico locale correttamente targhetizzato, a costi sostenibili.

Affidarsi a “social media strategist” improvvisati e senza esperienza alle spalle, ma sopratutto senza la capacità analitica di mettere a confronto i presidi social con le risorse cross-mediali a disposizione, prodotte o da post-produrre che siano (testo, foto, audio, video, documentazione “tout court”) è un rischio da non sottovalutare, perchè potrebbe essere molto più complesso tornare indietro e riparare ad una serie di danni causati da mani inesperte che non hanno mai affrontato un piano specifico di comunicazione non convenzionale, come per esempio “l’amico che te lo fa gratis”.

In questo contesto la differenza tra “amici” e professionisti non è solamente delineata dai costi, ma dall’analisi e dalla relazione tra strategia e risultati. In questa sede ci limitiamo a darvi alcuni consigli utili.

Non acquistare follower fasulli: Può essere una scelta d’impatto quella di partire da subito con un numero di fans consistenti che hanno già espresso la loro preferenza su uno qualsiasi dei vostri profili social. Ma al di là di un piccolo effetto d’immagine, più che un ritorno effettivo, sulla lunga distanza una scelta di questo tipo può solamente danneggiarvi. Se ci limitassimo a Facebook, il primo dato sensibile sarebbe restituito immediatamente dalla differenza  tra la portata reale e numerica di ogni singolo post, quella che potete controllare attraverso i dati Insight, e il numero di follower, va da se che se questi sono fasulli, non sarà possibile creare un coinvolgimento di tipo positivo tra loro e i contenuti che diffondete. In termini statistici, il decremento della portata potrebbe danneggiare la visibilità dei vostri post anche per il pubblico “reale” guadagnato in seguito all’acquisto di contatti fasulli

Quando posso attivare la mia campagna di social media? Ieri!: Cominciare a ridosso dell’evento è impensabile. Una campagna di social media marketing deve essere pianificata, su una timeline ben precisa e scansionata in base ad obiettivi specifici. Non importa se questo include l’eventuale acquisto di advertising sponsorizzato (facebook ads per esempio); ogni azione, dalla produzione e disseminazione di contenuti audiovisivi, all’impiego di una parte delle risorse per eventuali servizi a pagamento, deve essere parte di una pianificazione complessiva.

Non di solo facebook: ….può vivere il candidato; recuperate quello che abbiamo scritto sulle prefiche che già teorizzano il lento declino della creatura di Zuckerberg; non sono ne vere ne false, rappresentano però un campanello d’allarme che dovrebbe essere ascoltato con attenzione da tutti coloro che pensano di limitare una campagna elettorale al solo presidio Facebook. Questo dovrebbe essere un amplificatore e uno strumento di accrescimento della vostra reputazione online, e se i contenuti che pubblicate al suo interno, provengono da un blog ufficiale, correttamente e coerentemente aggiornato, siete già sulla strada giusta, in caso contrario è come camminare su un filo teso tra due grattacieli, senza rete di protezione.

Dal locale al nazionale: Ovvio che i Social Media come piattaforma abbiano un respiro e un range nazionale (se ci limitiamo alle consuete barriere linguistiche ovviamente), ma è necessario partire con una targhetizzazione locale dell’utenza di riferimento. Questo può essere fatto con un’analisi specifica dei presidi già esistenti (gruppi, forum, pagine aziendali, pagine fan) e riferiti ad una serie di comunità locali sulle quali volete puntare. Gli stessi contenuti dei vostri post, dovrebbero essere un mix di cultura politica locale e nazionale, un modo per rendere le vostre battaglie specifiche, legate ad obiettivi precisi, ma che allo stesso tempo possano accendere interesse su una scala molto più vasta

Documentazione: Ci insistiamo da tempo, la documentazione è fondamentale, ovvero raccogliere i vostri progetti, i risultati concreti ottenuti, in qualsiasi formato possiate organizzarli per creare un vero e proprio racconto. È il vostro storytelling, non solo “cosa avete fatto” ma anche “come raccontare” tutto questo. Video, testo, fotografie, al di là dei mezzi di condivisione istantanea che vi consentono di comunicare velocemente quello che fate, hanno un linguaggio specifico che dovrebbe essere organizzato e temporizzato da uno staff preposto.

L’amico di famiglia: Non c’è scelta più pericolosa e fallimentare, sopratutto in tempi di crisi, che quella di rivolgersi all’amico di famiglia, solo perchè l’uso dei social media sul piano quotidiano è ormai sdoganato. Uno smanettone potrebbe trovarsi moltopiù a suo agio con i profili social rispetto ad un politico di tre generazioni precedenti, ma questo non significa che sia in grado di costruire una corretta identità digitale. Ci è capitato molte volte di vedere campagne di social marketing affidate agli amici degli amici con i “contatti giusti su facebook” (?!!) tradursi in breve tempo in rovinose esperienze in grado solamente di buttare al vento risorse, idee e anche la Storia politica di un piccolo candidato. Alcune ragioni per non farsi dare una mano dal cugino di turno?

a) Potrebbe non avere la più pallida idea di quello che è il vostro messaggio, semplicemente perchè non ha pianificato con voi una serie di interviste, e tutta quella parte di analisi che rappresenta una buona percentuale del lavoro da svolgere.

b) Attenzione all’umore e all’emotività. Se i social media non possono essere scambiati per degli help desker, sono totalmente immersi in un contesto “conversazionale”, un esempio tra i migliori è quello legato al profilo Facebook di Banca Intesa; senza citare al contrario gli esempi peggiori, provate a immaginarvi il solito cugino, che senza nessuna regola e conoscenza del linguaggio specifico volto a creare coinvolgimento, risponda “emotivamente” ad un vostro potenziale elettore che sta cercando di cogliervi in fallo. In ogni caso, chiarezza, cortesia e velocità, sono l’arma vincente.

c) Se vostro cugino è un fan di Facebook ma sa poco o nulla di Pinterest o di Instagram? Siete sicuri che i due social network citati, sopratutto adesso, debbano stare fuori dalla strategia di una campagna di social media? Noi non ne siamo affatto sicuri. In generale, una campagna dovrebbe essere multipiattaforma, includere per lo meno Facebook, Google Plus, Twitter, LinkedIn, YouTube, Instagram, Vine, e forse anche qualche social network in più, proprio al fine di lavorare su target localizzati e sopratutto, localizzabili, e sopratutto perchè l’identità digitale di un politico è il biglietto da visita per la sua credibilità off-line.

 

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